Un nuovo capitolo si apre per l’ex Monastero di Vicopelago. Recentemente, l’arcivescovo Paolo Giulietti, l’assessore al patrimonio Moreno Bruni, il direttore della Caritas don Simone Giuli e il presidente della cooperativa Calafata Marco Bechini hanno effettuato un sopralluogo per verificare i progressi dei lavori di recupero.
Acquisito dal Comune, il complesso è diventato il fulcro di un ambizioso piano di valorizzazione che unisce la tutela della storia locale con un forte impegno sociale.

Rinascita e recupero degli spazi
Negli ultimi dodici mesi, i lavori si sono concentrati sulla rinascita degli spazi esterni. Il chiostro e il grande giardino sono stati ripristinati, mentre gli interni sono stati ripuliti dai detriti per preparare i futuri cantieri. La cantina del monastero, concessa alla cooperativa Calafata per un periodo di 16 anni, rappresenterà il cuore pulsante del progetto. Qui, l’uva proveniente dalle vigne locali verrà trasformata in vino, riportando in vita una tradizione rurale secolare e offrendo opportunità di riscatto occupazionale.
Cittadella dei servizi e educazione
Oltre alla produzione vitivinicola, il lato est dell’immobile ospiterà per i prossimi sei anni una vera e propria cittadella dei servizi. Le aree un tempo destinate alla cucina e alla dispensa verranno trasformate in spazi per la degustazione dei prodotti locali, uffici e aule didattiche. All’esterno, la trasformazione sarà altrettanto significativa: un nuovo vigneto e un frutteto accompagneranno zone dedicate all’educazione ambientale e una fattoria didattica aperta alla comunità.

Un investimento per la comunità
L’assessore Moreno Bruni ha espresso soddisfazione per il fatto che si stia rispettando la volontà delle Monache Agostiniane, che avevano chiesto di preservare l’identità sociale del luogo. Il recupero del complesso non è solo un’operazione immobiliare, ma rappresenta un investimento sulla collettività. L’obiettivo dell’amministrazione è procedere rapidamente con i lavori per restituire questi spazi alla vita pubblica nel minor tempo possibile.
L‘arcivescovo Giulietti ha sottolineato come la sfida del riutilizzo dell’edilizia religiosa dismessa trovi a Vicopelago una risposta esemplare. Coinvolgere giovani con fragilità e situazioni di disagio in un progetto agricolo permette di onorare la storia del luogo attraverso una solidarietà concreta.
Sulla stessa lunghezza d’onda, Marco Bechini, presidente di Calafata, ha elogiato l’impegno dei ragazzi che hanno già contribuito alla trasformazione del chiostro, annunciando che il convento diventerà un centro di promozione per l’agricoltura sostenibile e l’inclusione lavorativa.