Una significativa svolta nell’inchiesta che ha portato alla tragica morte di Antonio Ramunno, ex operaio in pensione di 69 anni. L’incidente è avvenuto la sera del 15 novembre 2024, mentre Ramunno stava passeggiando a pochi passi da casa a Badia Pozzeveri, frazione del comune lucchese di Altopascio.
A quasi un anno e mezzo dall’accaduto, i carabinieri hanno identificato il conducente del veicolo pirata: si tratta di un cittadino albanese di 53 anni, già noto alle forze dell’ordine per precedenti penali.
Il soggetto è stato accusato di omicidio stradale e fuga del conducente. Sebbene sia stato denunciato, attualmente rimane a piede libero.

Il corpo senza vita dell’anziano era stato rinvenuto in un fosso a lato della carreggiata. Sin dalle prime ore dopo l’incidente, il figlio di Ramunno aveva espresso la sua certezza che la morte fosse stata causata da un’auto in fuga, esortando la comunità a segnalare eventuali veicoli danneggiati nella zona.
Le indagini, condotte dai carabinieri, si sono rivelate estremamente complesse: non sono stati trovati testimoni né segni di frenata sull’asfalto. L’unico elemento rinvenuto è stato un frammento di plastica a qualche metro dal corpo, il quale presentava lesioni compatibili con un investimento.