Tragedia a Torre del Lago

Risarcimento milionario per la morte di un pensionato dopo un intervento chirurgico

Condannata l’Azienda ospedaliera pisana per errori durante un'operazione di rimozione di un tumore benigno

Risarcimento milionario per la morte di un pensionato dopo un intervento chirurgico

Il 17 dicembre 2008, un pensionato è stato operato presso il Santa Chiara di Pisa, per poi essere trasferito al Versilia dopo alcuni mesi. Purtroppo, il paziente è deceduto l’8 luglio dell’anno successivo.

Risarcimento significativo

Il capitolo penale riguardante l’anestesista dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana (Aoup) si è chiuso con la prescrizione per omissione di atti d’ufficio, legata all’occultamento della cartella clinica. In appello, per l’omicidio colposo, è stata emessa una condanna di un anno e dieci mesi con la condizionale. Attualmente, l’Azienda ospedaliera è stata condannata a risarcire gli eredi della vittima per un ammontare superiore a 1,5 milioni di euro, a favore dei figli e nipoti del torrelaghese.

La dinamica dell’intervento

Intervento mirato alla rimozione di un tumore benigno alla testa, che si era concluso con successo dal punto di vista neurochirurgico. Tuttavia, si sono verificate complicazioni legate all’anestesia. Il pensionato, già colpito da un’ischemia cerebrale, è finito in coma e, dopo sette mesi di agonia, è deceduto.

Richiesta di giustizia

I familiari avevano già ricevuto un anticipo di 80mila euro come risarcimento per il danno. Dopo la condanna della Corte dei conti, il medico aveva versato tale somma al suo ex datore di lavoro. La moglie e i figli, informati del decorso dell’operazione con il loro caro in stato di incoscienza, chiesero spiegazioni. Dopo mesi di attesa, di fronte al peggioramento delle condizioni del paziente, decisero di presentare denuncia.

Indagini e responsabilità

Inizialmente furono indagati l’anestesista e il neurochirurgo responsabile dell’intervento. Secondo i consulenti della Procura, l’operato del neurochirurgo è stato ritenuto regolare, portando all’archiviazione della sua posizione. Tuttavia, per l’anestesista, l’accusa ha ritenuto necessario un processo per accertare le sue responsabilità nella morte dell’anziano. La causa del coma, dovuta all’interruzione del flusso sanguigno al cervello, sarebbe riconducibile a una negligenza dell’anestesista, una tesi sempre respinta dal medico.