Un padre ha cercato di vendicare la figlia minorenne all’esterno di un locale a Torre del Lago (Viareggio), aggredendo quello che credeva essere il suo violentatore. Dopo averlo chiamato per nome, il giovane, ignaro della situazione, si è trovato con il viso sfregiato da una lametta.
L’aggressione avvenuta
Il 73enne è stato rinviato a giudizio per lesioni aggravate, ma la sua posizione potrebbe aggravarsi ulteriormente per questo atto violento. Il giudice ha infatti richiesto di riqualificare il reato a carico del pensionato in “sfregio permanente”.
Consequenze legali
In questo modo, non si tratta più solo di lesioni aggravate, ma della più grave fattispecie di “deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso”. Questo reato, secondo il codice penale, prevede una pena detentiva che può variare dagli otto ai quattordici anni.
Motivazioni dell’aggressione
Il giovane, all’epoca dei fatti, era accusato di aver violentato la figlia minorenne del 73enne. I due si erano conosciuti una sera in compagnia di amici e il giovane aveva invitato la ragazza a casa, dove si sarebbe consumato un rapporto sessuale.
Il padre, non volendo attendere l’esito della giustizia, ha considerato sufficiente il racconto della figlia per emettere la propria condanna.
Dettagli dell’aggressione
Dopo aver atteso il giovane all’esterno del locale, il padre non ha pronunciato alcuna parola e, con un colpo deciso, ha ferito il giovane alla guancia sinistra con la lama, provocando un taglio dall’orecchio al mento. Per ricucire la ferita sono stati necessari circa trenta punti.
Esito del processo
Successivamente, il 23enne è stato assolto dall’accusa di violenza sessuale nei confronti della figlia dell’imputato, con la motivazione che “il fatto non sussiste”. Ora, il padre è a processo per l’atto di giustizia personale che ha compiuto.