Operazione in corso

Arresti e irregolarità in un laboratorio cinese a Lucca

Scoperte violazioni sui diritti dei lavoratori e condizioni di lavoro inaccettabili

Arresti e irregolarità in un laboratorio cinese a Lucca

Un’operazione congiunta tra carabinieri e il nucleo ispettorato del lavoro ha svelato gravi irregolarità in un laboratorio cinese situato nella periferia di Lucca. Intervenuti il 22 gennaio, i militari hanno riscontrato una situazione di sfruttamento dei lavoratori, con individui impiegati in nero e costretti a vivere in condizioni degradanti all’interno dello stesso edificio in cui prestavano servizio. L’operazione ha coinvolto venti militari e ha portato all’arresto di due persone, tra cui il proprietario dell’attività. Le indagini sono ancora in corso per accertare le modalità di reclutamento e l’entità dello sfruttamento.

Dettagli dell’operazione

Il blitz si è concentrato su una ditta individuale, gestita da un cittadino cinese regolarmente residente in Italia, specializzata nella produzione di parti in cuoio per calzature. Durante i controlli, i carabinieri hanno identificato sei lavoratori irregolari, tutti privi di contratto, impegnati in una linea produttiva in spazi angusti e in condizioni igieniche precarie. I lavoratori vivevano in alloggi-dormitorio al piano superiore del laboratorio, in uno stato di fatiscenza e con gravi carenze strutturali, tra cui l’inefficienza del riscaldamento e l’assenza di norme igieniche. L’arresto del titolare è avvenuto per l’impiego di lavoratori stranieri privi di permesso di soggiorno, aggravato dalla presenza di più di tre irregolari. Un lavoratore è stato arrestato per reingresso illegale nel territorio nazionale, essendo stato espulso in precedenza.

Violazioni e sanzioni

Oltre agli arresti, sono state accertate numerose violazioni in materia di diritto del lavoro a carico dell’imprenditore. Tra queste, l’uso di attrezzature non conformi ai requisiti di sicurezza, la mancata formazione sulla sicurezza, l’impiego di lavoratori in nero, l’assenza di sorveglianza sanitaria e la mancanza di tracciabilità delle retribuzioni. Complessivamente, sono state elevate sanzioni per un totale di 6.000 euro e ammende amministrative per 45.000 euro. L’autorità competente ha disposto la sospensione dell’attività imprenditoriale a causa dell’impiego di manodopera senza contratto regolare. Ulteriori accertamenti sono in corso per chiarire le modalità di reclutamento dei lavoratori e il loro sfruttamento.

Indagini in corso

L’operazione a Lucca ha messo in evidenza una situazione di sfruttamento e irregolarità nel settore produttivo. Le autorità continueranno le indagini per verificare eventuali responsabilità e tutelare i diritti dei lavoratori coinvolti. L’obiettivo è combattere il lavoro sommerso e garantire condizioni di lavoro dignitose e conformi alle normative vigenti.