Beatrice Venezi ha finalmente rotto il silenzio, scegliendo il palcoscenico del Teatro Verdi di Pisa per discutere della sua nomina a direttrice musicale della Fondazione Teatro La Fenice di Venezia. Questo incarico ha suscitato una forte opposizione tra orchestra e coro, i quali si sono dichiarati contrari sia alle modalità della selezione che al profilo artistico della direttrice.
In risposta alle accuse di favoritismi, Venezi ha affermato: “Dico soltanto che sono così raccomandata che lavoro praticamente, esclusivamente all’estero”.

Venezi ha poi approfondito il tema della gestione interna del teatro, mettendo in discussione il ruolo delle sigle sindacali: “Ci si chiede come sia possibile che un teatro finanziato con fondi pubblici sia di fatto gestito dai sindacati, in un contesto che appare totalmente anarchico”. Ha anche avvertito che la polemica in corso, iniziata a settembre, sta danneggiando l’immagine internazionale della Fenice, una percezione riscontrata durante i suoi recenti impegni a Buenos Aires.
In una nota ironica, ha commentato le spille a forma di chiave di violino indossate dai musicisti durante il Concerto di Capodanno come protesta silenziosa: “Le avrei fatte un po’ più stilizzate, magari anche con uno Swarovski”. Ha concluso citando Vujadin Boskov: “La partita è chiusa solo quando l’arbitro fischia”.

Alla domanda sui presunti fraintendimenti con gli orchestrali, Venezi ha risposto: “Quali fraintendimenti? Io non ho ancora messo piede a Venezia”. Ha spiegato che la sua direzione a Pisa è un ritorno in Italia, mentre i suoi prossimi impegni la porteranno a Trieste e poi a Montevideo e Buenos Aires. “Sto aspettando il momento giusto per parlare della Fenice, ci sono molti elementi che non sono stati ancora trattati”.
La risposta del coro e dell’orchestra
Immediata è stata la reazione di coro e orchestra: “Per quanto riguarda il presunto danno di immagine all’estero causato dagli orchestrali della Fenice, sarebbe opportuno leggere con più attenzione la stampa internazionale”, ha dichiarato Marco Trentin, violoncellista e sindacalista Fials.
“I sindacati rappresentano i lavoratori e già a settembre la maggior parte del personale della Fenice aveva espresso contrarietà a questa nomina”, ha aggiunto Trentin. Ha anche invitato a verificare le citazioni, chiarendo che Boskov non ha mai detto che “la partita è chiusa solo quando l’arbitro fischia”, bensì che “il rigore è quando l’arbitro fischia”. Le affermazioni di Venezi sono state notate anche dalla Rsu della Fenice, che si prepara a rispondere nei prossimi giorni.